Pupi di Surfaro

Sutta terra, terra di sutta

2013

Pupi di Surfaro

I Pupi di Surfaro nascono nel 2006 con l’idea di dare vita ad uno spettacolo di natura popolare nel quale vengono a mescolarsi diversi tipi di arte: musica, teatro e poesia.

L’attività musicale della band è frutto di ricerca sulla tradizione musicale e culturale dell’entroterra siciliano e del meridione d’Italia, attraverso un accurato studio della cultura popolare:
dalla pizzica salentina alla tammurriata napoletana, dalle tarantelle calabresi ai “cunti” siciliani, rielaborati con il contributo dei singoli musicisti provenienti da formazione ed esperienze musicali diverse. Lo spettacolo risulta coinvolgente, con diversi momenti di riflessione; diverte e anima il pubblico grazie agli arrangiamenti molto ritmati e trascinanti in stile folk.

La continua ricerca operata trova il proprio cardine sulla lettura delle opere, degli scritti e della tradizione narrata, dei canti e dei balli popolari, di poeti, dotti, cantastorie, semplici narratori di popolo, da Ignazio Buttitta a Rosa Balistreri, dal Pitrè a Pino Veneziano. Da tale punto di partenza nasce la elaborazione che porta all’esecuzione di canti e musiche della tradizione ed anche alla composizione di brani propri, attraverso gli strumenti musicali della tradizione e non, accostati a disparate tecniche e sonorità recenti. Tale modus operandi si è dimostrato valido nella diffusione e nel raggiungimento degli obiettivi prefissati, sia attraverso gli apprezzamenti di un sempre più numeroso seguito di spettatori sia grazie ai giudizi positivi della critica del settore musicale.

L’aspirazione della band punta alla diffusione e al far conoscere, concretamente e in diversi ambiti, la compiuta ricerca sulla tradizione musicale e culturale dell’entroterra siciliano e del meridione d’Italia.

La manifestazione di spettacolo dal vivo denominata “Sutta Terra, Terra di Sutta”è una produzione musico-teatrale fondata sulla lettura e rivisitazione in chiave attuale della tradizione
popolare di canti e balli caratterizzanti il meridione d’Italia (tarantelle e tammurriate) congiunti alla propria ultima produzione musicale di brani, scritti in dialetto siciliano, narranti storie di gente semplice, povera e genuina. Gente affamata di pane e di zolfo, di serenate d’amore, amore per la propria amata e la propria terra, con ironia e sdegno verso malcostume e povertà.

Figli dei minatori di zolfo, i cui padri per campare hanno scavato tutta la vita, hanno vissuto sotto terra; è la gente del Sud. Quel Sud geografico ma anche culturale, che affonda le radici nella terra che coltiva, sotto cui nasconde la testa e a volte sbircia, quasi ad aver paura ma anche voglia della luce del riscatto culturale. La Terra di Sutta è una terra ricca di humus, baciata dal sole, dove nasce il genio e vive radicato in un popolo accogliente e caloroso, pieno di vitalità ed espressione.

Lo spettacolo risulta formato da due distinte parti: l’una riflessiva con ritmi e sonorità dell’entroterra siciliano; l’altra trascinante, frenetica, animata da canti e balli del meridione d’Italia.
Attraverso una genuina e colorita esecuzione a carattere musicale – teatrale si invita lo spettatore al coinvolgimento emozionale, cogliendo spunti di ironia ed amarezza dalle storie d’un tempo e dai personaggi caratteristici dell’immaginario popolare.

Lo spettacolo presenta come obiettivo principale l’arricchimento culturale tratto dalla tradizione musicale popolare legata al territorio. Il ritmo, le sonorità e i contenuti infondono nello spettatore l’interesse per la conoscenza del nostro passato, delle sane e semplici concezioni di vita dei nostri avi, delle loro etiche e costumi. Solo attraverso la crescita culturale e la maggiore conoscenza l’individuo e la società potranno avere quel riscatto che porta alla ricchezza, nella forma e nella sostanza.